Speciali TCG

Yu Gi Oh Rush Duel: ennesimo flop – Editoriale

yu gi oh rush duel recensione gameplay duello 2

Yu Gi Oh Rush Duel: Dawn of the Battle Royale è un’ulteriore passo falso di una lunga serie da parte di Konami, che da ormai praticamente un decennio non sembra proprio riuscire a sfornare un videogioco del franchise fatto come si deve.

Una situazione paradossale, dato che i migliori titoli della lunga serie di quelli a tema Yu Gi Oh sono proprio stati prodotti da Konami, quindi è veramente incomprensibile come non riescano nemmeno a replicare sé stessi. Per quanto Rush Duel non sia nemmeno il punto più basso, è comunque l’ultima goccia prima che il vaso esploda direttamente, altro che traboccare.

Yu Gi Oh Rush Duel: il frutto di anni di pessime scelte

Yu Gi Oh Rush Duel: Dawn of the Battle Royale è come detto in apertura l’ultima di tante scelte sbagliate, sia per qunto riguarda le decisioni da prendere e sia per la direzione data ai progetti videoludici. Vorrei partire però con una premessa molto chiara, ossia che anche i migliori titoli di Yu Gi Oh (su tutti Tag Force 1 e Tag Force 3) non erano certo dei capolavori.


Si trattava però di giochi fatti con il cuore, che pur se con dei limiti (dovuti in parte anche alle release per una console come la PSP) comunque riuscivano a stupire chi aveva la fortuna di giocarli su hardware originale. Le motivazioni per le quali noi fan preferiamo i vecchi capitoli, insomma, sono tutto tranne che la semplice nostalgia.

yu gi oh rush duel recensione gameplay duello
Che poi la schermata di duello di Rush Duel non è nemmeno male, è il resto il problema! – Fonte (Konami)

Siamo passati da videogiochi molto completi, con una buona storia, ottime meccaniche e scelte oculate nelle feature a titoli piatti e banali, come Yu Gi Oh Rush Duel appunto. Questo ultimo gioco della serie, esattamente come tutti quelli più recenti, ha come unico e solo focus il duellare. Anche quel poco di barlume di intreccio narrativo è comunque basato quasi unicamente sui duelli e basta, senza morali o guizzi di qualche tipo.

Esperienze di gioco degenerate con gli anni, capitolo dopo capitolo, quasi a tentare a tutti i costi un’involuzione sempre più spinta della qualità realizzativa. Anche solo dal punto di vista tecnico, tra l’altro, sono stati fatti dei passi indietro terrificanti o, nel caso migliore, non ne sono stati fatti in avanti.

Arriviamo quindi al dunque, perché stiamo parlando di questo problema? Per fare lamentela spicciola su giochi che non ci stanno piacendo? Assolutamente no! Semplicemente se non ci si fa sentire e si continua a comprare ogni singolo capitolo come gli ultimi usciti, facendo finta che tutto vada bene e non dicendo apertamente il contrario, sicuramente nessuno dentro Konami avrà motivo di investire più soldi in questi prodotti.

Non vogliamo giochi perfetti o con una grafica anime-like grandiosa come il Genshin Impact di turno, non ci interessa. Le richieste di noi fan, banalmente, sono una maggiore cura della progressione (su Yu Gi Oh Rush Duel parti con un deck rottissimo, non ha senso), maggiore cura del comparto narrativo della quale sarebbe contenta anche l’utenza di giovanissimi alla quale puntano e, infine, il ritorno di vere attività secondarie che spezzino il ritmo.


Nei primi Tag Force era pieno di minigiochi da fare, in World Championship 2011 c’erano delle vere e proprie gare di moto, con un level design non molto avanzato nelle piste ma non serviva lo fosse. Perché? Perché quando si crea un gioco con il cuore, le chicche ci sono e lo rendono iconico, anche perché noi ci ricordiamo del Tag Force di turno anche per questi dettagli. Quindi parliamone, facciamoci sentire, perché per quanto mi riguarda al prossimo “Yu Gi Oh Rush Duel” il gioco lo lascio sullo scaffale.


Dicci la tua con un commento! Ricordati di seguirci su Instagram per non perderti i prossimi speciali, trovi uno degli ultimi usciti cliccando qui sotto!

Chi l'ha scritto?

Alessio Fuscà

Videogiocatore incallito da 17 anni, gioco al VGC di Pokémon dal 2017 e sono alla mia seconda qualificazione ai Mondiali di seguito. I videogiochi sono la mia passione e nella vita faccio il Game Designer come lavoro principale.