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GP del Brasile virtuale: vince Albon, Russel e Leclerc completano il podio

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Galeotta fu la strategia e chi l’ha pensata. Il GP del Brasile virtuale ci ha regalato la gara più bella fino a ora. Charles Leclerc e Alexander Albon si sono superati, e controsuperati, per più di mezza gara. Ma la scelta di Red Bull, di iniziare con gomma bianca per passare poi a quella gialla, ha fatto tutta la differenza del mondo.

I colori Red Bull vincono tutte e due le gare brasiliane

Nulla da fare per il Predestinato, secondo sulla linea del traguardo e poi terzo in classifica finale per una penalità. Alexander Albon, dopo prestazioni eccellenti coronate soltanto da podi, è riuscito a togliere la corona del vincitore al collega monegasco.

E se difficilmente potremo vederlo andare così veloce nella F1 vera, colpa della Williams e non sua, merita un plauso anche George Russell. È rimasto abbastanza vicino a Leclerc da strappargli la seconda piazza in seguito alla squalifica di cui sopra.


Marcel Kiefer domina la F1 Esport Pro Exhibition Race di Interlagos

Se vi siete persi la gara tra i professionisti avete fatto male. Perché questi piloti virtuali guidano sui simulatori come pochi altri al mondo. David Tonizza, campione del mondo in carica per la FDA Hublot Esports Team (la Ferrari virtuale in pratica – ndr), non è ancora entrato in modalità “Tonzilla”. E lo conferma il sesto posto finale.

I protagonisti, in Brasile, sono stati assolutamente i primi tre classificati. Marcel Kiefer, su Red Bull, ha vinto una gara in salita grazie a un’incredibile rimonta. In maniera molto simile a “quello che gode fra i due litiganti”. Che in questo caso sarebbero Alvaro Carreton, su Williams, e Lucas Blakeley su Racing Point. Citati in ordine di arrivo.

Nel post, il vincitore ha ringraziato il compagno di squadra per i settaggi della vettura!

Quando guardate la F1 virtuale cresce il rammarico per l’assenza di quella vera, oppure nemmeno vedete troppo la differenza? Parliamone sui social oppure qui sotto!

Chi l'ha scritto?

Luciano Luca Grassi

Nonostante i 33 anni suonati, si sente ancora giovane. Quantomeno dentro. Fondatore e direttore di Nabbi.it, ama i GDR a turni e odia il click-bait. Non smetterà di lavorare fino a che non avrà coronato il suo più grande sogno: riportare il concetto del divertimento al centro del media videoludico.