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Xbox Game Pass insostenibile con i tripla A? – Editoriale

Xbox Game Pass Ultimate: super sconto del 50% per 6 mesi!

Beh, bella domanda! L’Xbox Game Pass è sicuramente un servizio in abbonamento meraviglioso per noi videogiocatori, con un catalogo di videogiochi molto ricco è qualitativamente validissimo. La mossa di Microsoft di includere i tripla A al day one, come ad esempio i giochi di Bethesda, è però un qualcosa di sostenibile?

La domanda è legittima e i nomi illustri dell’industria hanno dato pareri discordanti. Qual’è la verità? Quasi sicuramente noi comuni utenti o professionisti non la possiamo trovare, però possiamo provarci!

Xbox Game Pass e la fine del concetto di copie vendute

Quando si crea un videogioco, a prescindere che sia il più economico degli Indie o il più costoso dei tripla A, si ha come obiettivo quello di vendere delle copie (o di raggiungere un certo numero di download, nel caso dei free to play o della maggior parte dei giochi per cellulari). Xbox Game Pass sta nel mezzo perché è un abbonamento che permette il download di giochi, ovviamente pur sempre da un catalogo, senza costi aggiuntivi.


Avere un Tripla A al lancio su un servizio in abbonamento del genere è quindi una buona idea per chi lo produce? Come può un gioco da 80 euro rientrare dei costi di produzione stando in un abbonamento, di 12.99 euro al mese, che tra l’altro include anche altri titoli?

Anzitutto se credi che Microsoft regali qualcosa ti sbagli decisamente, dato che una licenza ufficiale di Windows, non comprando key di dubbia provenienza da siti esterni, può costare anche più di 200 euro. Se hanno creato il Game Pass sicuramente non ci vanno in perdita, quindi come modello di business è sostenibile eccome.

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xbox game pass è ora più folto grazie a EA Play! – Fonte (Xbox)

Xbox Game Pass è fruibile da 4 piattaforme diverse presenti sul mercato, ossia Xbox One, Xbox Series X|S, PC e Cellulari tramite XCloud. La stragrande maggioranza delle persone ha almeno uno di queste 4 periferiche, e XCloud essendo disponibile anche su PC permette a qualsiasi computer (anche i Mac) di giocare con il catalogo del Game Pass. Un bacino d’utenza potenzialmente sterminato, ed è in questo che Xbox Game Pass vince.

Poniamo caso si iscrivano dalle 40 alle 50 milioni di persone al servizio. Ogni mese arriverebbe nelle casse di Microsoft un profitto sicuro di circa 500 milioni di euro (ovviamente sono cifre indicative). Non in un intero anno, ogni mese. Sempre attenendoci a queste stime, sarebbero circa 6 miliardi all’anno di solo Game Pass. Come ci si arriva a 40/50 abbonati paganti? Ovviamente inserendo giochi tripla A al lancio, oltre che in generale prodotti alto valore ludico o artistico. Di fatto, seppellendo il concetto di copie da vendere.

Sei novizio dei giochi più in voga? Le nostre Guide per Nabbi potrebbero fare al caso tuo!

Agli sviluppatori conviene?

Da Game Designer, che quindi in prima persona si potrebbe trovare ad avere un proprio gioco nell’Xbox Game Pass, ti dico assolutamente sì. Un gioco che si trova sull’Xbox Game Pass, non proveniente da un team interno a Xbox Game Studios, riceve un piccolo versamento in denaro per ogni download del proprio gioco. Alcune fonti parlano di circa 30 centesimi, al netto delle tasse. Se ci sono 40/50 milioni di utenti, e si finisce nella sezione di novità del catalogo, è estremamente possibile che almeno 6/7 milioni di abbonati scarichino il tuo gioco. Se poi è un indie e pesa pochi Gb, a maggior ragione!


Moltiplichiamo 6 milioni per 0,30. Il risultato è 1,8 milioni! Quindi un indie che riceve un buon successo di download all’interno dell’Xbox Game Pass, e che magari in quanto molto valido è finito persino in un trailer di Xbox (come all’E3), rende ricchi gli sviluppatori che lo hanno fatto.

Non è un caso quindi che moltissimi indie ora stanno facendo a spallate per entrare almeno per un paio di mesi nell’Xbox Game Pass. Discorso diverso per i tripla A, che hanno un costo di produzione enormemente più elevato e che quindi necessitano di grossi introiti. Tutto vero, ma non scordiamoci che i tripla A che escono al Day One sono di Microsoft, quindi quelli che incassano gli introiti stessi dell’abbonamento. Introiti che, se sottratte le royalties da dare ai vari team, rimangono comunque abbastanza alti da coprire i costi di un singolo Tripla A con qualche mese di Game Pass.

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Chissà cosa ci aspetta! – Fonte (Bethesda)

Non scordiamoci nemmeno che essendo giochi inclusi nel catalogo non necessariamente li devi “vendere” con la pubblicità intensiva. Un tripla A in un servizio in abbonamento da 13 euro al mese si vende praticamente da solo, perché le persone si abboneranno almeno un paio di mesi anche solo perché conviene. E siamo sicuri, infine, che poi quei giochi non venderanno comunque delle copie?

Non scordiamoci che i giochi nell’Xbox Game Pass non rimangono lì per sempre, non tutti almeno, dato che alcuni alla lunga vengono rimossi. Inoltre un gioco che ci piace molto non sarebbe mai realmente nostro così, sarebbe solo a noleggio praticamente. Esatto, alla lunga giochi come Starfield o il prossimo The Elder Scrolls verranno anche acquistati singolarmente, o magari giochi che non pensavamo ci sarebbero piaciuti che poi vogliamo nostri per davvero (mi è capitato con Gears 5, per dirne uno).

In definitiva Xbox Game Pass, almeno dall’esterno (ma nemmeno tanto) è un modello di business non solo redditizio ma anche pienamente sostenibile, ma è tale grazie ai fondi infiniti di un’azienda come Microsoft, capace di essere immune anche a mesate meno remunerativa e godere appieno di quelle più ricche di introiti. Del resto il successo del Game Pass è oramai dettato anche dalle Xbox vendute, in quanto averne una senza Game Pass è praticamente insensato!


Cosa ne pensi dell’argomento? Facci sapere la tua commentando qui sotto! Per maggiori informazioni sul catalogo di Xbox Game Pass ti consiglio di consultare il sito ufficiale!

Chi l'ha scritto?

Alessio Fuscà

Videogiocatore incallito da 17 anni, gioco al VGC di Pokémon dal 2017 e sono alla mia seconda qualificazione ai Mondiali di seguito. I videogiochi sono la mia passione e nella vita faccio il Game Designer come lavoro principale.