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Virtual Sports e Esports: qual è la differenza tracciata da Malagò

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Cosa vuol dire Virtual Sports? E qual è la differenza con Esports? L’ultima conferenza del CONI sul tema videogiochi competitivi ha aperto una nuova faglia nella classificazione degli esport famosi in tutto il mondo.

A primo impatto, Virtual Sports potrebbe sembrare l’ennesimo nome sbagliato (cybersports, e-gaming e chi più ne ha più ne metta) inventato da persone poco vicine all’ambiente videoludico ma in questo caso c’è una spiegazione sensata.

Malagò definisce i Virtual Sports

La denominazione “Virtual Sports” è emersa durante l’ultima conferenza del CONI (24 maggio 2021).


Il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò ha evidenziato un’importante differenza all’interno del mondo degli esport: “Io per primo parlo sempre di E-Sports ma questa parola non deve più esistere, deve essere sostituita da Virtual Sports perché spiega meglio di cosa si tratta.”

Cosa significa che esports non dovrebbe più esistere? Qual è la differenza tracciata durante la conferenza del CONI tra Virtual Sports e Esports? Facciamo chiarezza.

Da quanto è emerso dalla giornata di ieri, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e la rappresentanza politica presente (la Ministra per le politiche giovanili, Fabiana Dadone) hanno voluto sottolineare il loro interesse e impegno verso un determinato settore del mondo esport: i Virtual Sports.

Con questo termine si intendono tutti i videogiochi che simulano uno sport olimpico, ovvero i simulatori sportivi come FIFA, PES, NBA 2k e via dicendo.

Il CONI lavorerà per portare queste competizione videoludiche alle Olimpiadi, lasciando da parte i più famosi e seguiti esport, come League of Legends, Counterstrike e PUBG.


Il motivo di questa distinzione è presto spiegato: portare sul palcoscenico olimpico competizioni poco “family-friendly” come LoL o Fortnite è molto complicato. L’opinione pubblica non coglierebbe il collegamento con il mondo dello sport, molto più evidente nei simulatori sportivi.

Resta da capire quale sia il progetto dell’elite del mondo dello sport per i Virtual Sports. Affiancarli alle competizioni tradizionali alle Olimpiadi non favorirebbe certo la loro diffusione (chi vorrebbe guardare una partita di FIFA dopo aver visto un match di calcio?).

In secondo luogo, CIO e tutti i comitati olimpici nazionali dovranno trovare un accordo con gli sviluppatori, un passo fondamentale nell’organizzazione torneistica del mondo esports ma un po’ estraneo agli iter classici seguiti dagli organizzatori di eventi del calibro delle Olimpiadi.


I Virtual Sports troveranno successo nell’ecosistema olimpico? Scrivicelo qui sotto nei commenti!

Visto che siamo in tema calcio ed esports… Hai sentito parlare della nuova avventura di Francesco Totti nel mondo dei videogiochi competitivi?

Chi l'ha scritto?

Tommaso Ballarini

Appassionato di esport e sport, ha trovato in nabbi.it il luogo adatto per trattare i moltissimi titoli esport che segue.