Speciali

PS3 Store: chiusura imminente, ma non siamo pronti!

Ps3 Store interfaccia vecchia

Il PS3 Store, così come quelli di PSP e PS Vita, sembrano vicinissimi alla chiusura. Se però per PSP e PS Vita non è realmente un problema, per PlayStation 3 lo è eccome! Il motivo? La presenza di moltissimi videogiochi altrimenti non recuperabili. In quanto non tutto il catalogo Ps3 è attualmente presente in PS Now o su PS4 con una remastered.

Motivo per il quale, forse, non siamo ancora realmente pronti a questo momento. Un po’ come quando non si vuole ancora dire addio a un’amica. Perché PlayStation 3 per molti è stata questo, anche se magari non tanto quanto la PS1 e la PS2.

E anche se di solito questi tipi di editoriale li faccio di domenica, leggere di questo rumor (che sembra davvero molto vicino all’ufficialità) mi ha spinto a scrivere subito qualcosa al riguardo. Perché forse non siamo realmente pronti a vedere chiudere il PS3 Store per sempre!


PS3 Store ai saluti: è realmente giusto chiuderlo?

Inutile negarlo, per moltissimi la PlayStation 3 non è stata significativa, nella propria vita da videogiocatore, quanto la PlayStation 2. Per tanti altri però è stata una grande compagna, e io sono tra quelli. Io fino al 2009 circa ero un casual gamer, giocavo quasi solo agli sportivi e a Pokémon e Super Mario su console Nintendo. Iniziai ad approfondire il mondo videoludico in quel periodo, e le console di punta in quegli anni erano PS3 e Xbox 360.

Questo percorso di approfondimento lo iniziai proprio con PS3, dato che aveva l’online gratis mentre Xbox Live era già a pagamento. E poi venivo da PlayStation 2, quindi lo feci anche per un discorso affettivo. E non fui l’unico. Essendo un classe ’98, moltissimi miei coetanei iniziarono a loro volta il passaggio da casual a non, grazie a PS3. Un’era di transizione per molti ragazzi, che verrà mandata in pensione con la chiusura del Ps3 Store.

playstation now banner
Perlomeno molti giochi potranno essere giocati con PS Now! – Fonte (Sony)

Questo comporterà inevitabilmente una serie di conseguenze. Prima fra tutte l’impossibilità di scaricare nuovamente i giochi acquistati. Il problema principale, forse addirittura l’unico per alcuni, è proprio questo. Il non poter comprare giochi nuovi è il problema minore. Del resto non li si è comprati per tutti questi anni, alla fine non ci interessavano davvero.

Però immagina chi, come me, ha una libreria di giochi abbastanza fornita sul PS3 Store. Prodotti regolarmente acquistati, spesso con anche DLC inclusi. Se un giorno a un possessore di una libreria virtuale simile si guastasse l’hard disk della PS3? Lo potrebbe cambiare, certo, ma non potrebbe riavere accesso ai propri giochi. Fossero anche 4 o 5, non sarebbe un qualcosa di positivo.

Potresti chiederti: “ma lo stesso discorso del PS3 Store non si potrebbe applicare anche a quelli di Wii, 3DS e Wii U?”. Certamente, infatti la penso così anche per questi casi. Privare un consumatore in maniera arbitraria di uno o più prodotti, regolarmente acquistati e funzionanti, è inconcepibile per me. Va bene chiudere i server per i multiplayer, va bene impedire nuovi acquisti, ma i server dovrebbero rimanere a disposizione per i download di prodotti acquistati.


E perché per PS Vita e PSP il discorso cambia?

In introduzione ho detto che la situazione per il PS3 Store e quello di PSP e PS Vita è diversa. Questo perché molti videogame di punta di quelle console sono passati anche altrove. Quindi sì, non si avrebbe più la copia acquistata in origine, ma un modo per giocare quel titolo si trova al 100%. Se invece io mi voglio giocare uno SmackDown Vs Raw 2011, che non ha ricevuto alcun porting su nuova generazione, o trovo un disco oppure nada.

L’esempio che ho usato non è casuale. Spesso capita, nei giochi di saghe serializzate (tipo appunto quelle sportive), che escano delle perle di gameplay veramente preziose. SmackDown Vs Raw 2011 è uno dei migliori picchiaduro simulativi della storia, tenendo naturalmente conto del rapporto qualità/anno d’uscita. Posto che, da appassionato, posso assicurarti che è molto superiore a praticamente tutti i capitoli successivi 🙂

Un altro esempio è PES 2011, che non è invecchiato benissimo come giocabilità ma che risulta ancora estremamente godibile se approcciato come arcade. Spostandosi dagli sportivi, il primo gioco che viene in mente è Call of Duty Black Ops 2. Criticato da molti nel periodo d’uscita, a causa degli armamentari all’epoca troppo futuristici per un CoD, ma che a livello di gameplay e qualità generale era un top gamma per il genere. In questo caso invecchiato divinamente.

call of duty black ops 2 ps3 store-min
2012: mica male come colpo d’occhio eh? – Fonte (Activision)

Questi tre giochi erano reperibili solo attraverso il PS3 Store. E alcuni addirittura sono stati rimossi già da qualche anno, per far spazio a quelli successivi. Questa spiacevole situazione ha riacceso un dibattito evergreen tra gli appassionati. Ossia quello sull’acquisto di giochi in digitale: alla lunga si perde ciò che si compra. Io per certi versi sono d’accordo, e non credo che il discorso del: “anche i giochi fisici si rovinano con il tempo” sia valido. Io ho tutt’ora cartucce del Game Boy Advance, vecchie di quasi 20 anni, perfettamente funzionanti. Dipende dal gioco, da come lo si conserva e da diversi altri fattori.

Un consiglio però mi sento di dartelo. Almeno dei giochi ai quali sei affezionato, recuperane una versione fisica e conservala con cura, senza rovinarla. Perché oggi tocca al PS3 Store, ma domani verrà il turno della console con la quale stai giocando. Probabilmente 🙂


Ti è piaciuto l’editoriale? Puoi recuperare qui sotto uno di quelli precedenti! Ricordati che puoi controllare la disponibilità sullo store dei tuoi giochi preferiti direttamente sul sito ufficiale!

Cosa ne pensi della chiusura del PS3 Store? Ti dispiace o non ti fa differenza? Dicci la tua con un commento o sui nostri social!

Chi l'ha scritto?

Alessio Fuscà

Videogiocatore incallito da 17 anni, gioco al VGC di Pokémon dal 2017 e sono alla mia seconda qualificazione ai Mondiali di seguito. I videogiochi sono la mia passione e nella vita faccio il Game Designer come lavoro principale.