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Metroid Dread non piace a David Jaffe!

metroid dread evidenza

Metroid Dread è finalmente arrivato nelle nostre mani, per la gioia di vecchi e nuovi fan. Il ritorno di questa famosissima saga è stato ben accolto anche dalla critica, ma sembra che qualcuno non sia della stessa idea!

David Jaffe, infatti, sembra non avere apprezzato particolarmente il nuovo Metroid. Durante una live di YouTube e con un post su Twitter, il designer di videogame come God of War, ha criticato in modo particolarmente aspro il design e la difficoltà del gioco. Vediamo insieme cosa ha detto!

Il design di Metroid Dread rende troppo difficile il gameplay?

Metroid Dread è uscito l’8 Ottobre su Switch e segue le vicende di Samus, la cacciatrice di taglie protagonista della serie di videogiochi. Nell’ultima settimana, i giocatori sembravano del tutto entusiasti del ritorno della saga. Tutti, tranne uno!


Durante una live streaming di Metroid Dread, David Jaffe ha trovato diverse difficoltà nel superare alcune fasi del gioco. E non si è trattenuto dai commenti! Dopo aver rage quittato dalla live per la frustrazione, e aver disinstallato il gioco dopo solo due ore, il designer è passato su Twitter per dire la sua.

Devo farti una piccola premessa sul gioco per poter capire la critica di Jaffe: in alcune parti di Metroid Dread, dovrai sparare contro certe sezioni di muro o piattaforme per poterti aprire un varco e proseguire nel gioco (visita il sito ufficiale di Nintendo per più dettagli sul gioco). Questo è un particolare che viene specificato fin da subito, non dovrebbe suonare nuovo se anche tu ci stai giocando.

Per Jaffe manca la segnaletica!

Quindi, qual è il problema? Beh, quello che lui dice è che il gioco sarebbe reso fin troppo difficile dalla mancanza di segnaletica che indichi verso cosa sparare. Lo spiega con un esempio, in cui mostra un livello in cui i blocchi “ovvi” che dovrebbero rompersi, sono invece indistruttibili. Al contrario, quelli frantumabili sono totalmente nascosti e non contrassegnati.

metroid dread twitter
Questo è il livello incriminato! Se ti trovi qui, spara in alto 😉 – Fonte (Twitter)

Questa complessità del gioco, oltre ad altre sue preoccupazioni riguardo al design, sarebbe ciò che gli ha fatto perdere la voglia di giocare durante la live. Tra le altre cose, parla anche della mini mappa che secondo lui sarebbe “confusionaria” e che ti porta a cercare strade sbagliate o inesistenti.

Le parole aspre di Jaffe non si limitano a Metroid Dead

La critica di Jaffe non si ferma solo a Metroid Dread, perché riguarda anche Returnal e Kena Bridge of Spirits: «Tutti e tre i titoli aprono la strada verso giochi sempre più stimolanti. Forse è perché la generazione NES sta trovando il proprio posto come designer- e fin qui tutto bene, ma il problema è come continua -ma io ODIO questa mer..a […]. È come se i developer VOLESSERO allontanare i giocatori».


A questo punto possiamo capire che l’odio di Jaffe non sia rivolto solo a Metroid Dread, ma a qualsiasi gioco che richieda un po’ di pazienza e impegno! Secondo molti dei fan che hanno seguito la vicenda su Twitter, infatti, i giochi da lui citati non sarebbero per niente difficili. E se anche lo fossero, possiedono sempre la modalità facile!

Ovviamente, la situazione gli è poi sfuggita di mano. Come chiunque abbia un profilo di Twitter probabilmente saprà, è molto facile che si vada ad ingigantire ogni questione dopo un paio di like. A questo punto, Jaffe ha iniziato varie discussioni riguardo alla sua critica, per poi postare alcuni commenti sarcastici o ironici.

Comunque sia, in uno dei sui tweet di giovedì, il game designer ha rivelato che sta riscaricando il gioco. Che si sia ricreduto? Fatto sta che ormai conosciamo la sua opinione e non ce ne dimenticheremo certo presto! Tu, invece, cosa ne pensi? Sei d’accordo con Jaffe su Metroid Dread? Faccelo sapere con un commento qui sotto o sui nostri social!


A proposito di Twitter, sapevi che è possibile giocare al primo Doom grazie ad un bot? Scopri come sfruttare Tweet2Doom leggendo l’articolo di Angela!

Chi l'ha scritto?

Angelica Sorrentino

I Pokémon mi hanno introdotto al mondo dei videogiochi quando avevo solo 6 anni. Da lì è stato tutto in discesa! E ora mi trovo qui. Tra una lezione e l'altra scrivo riguardo una delle mie più grandi passioni. Non male ;)