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Le recensioni di videogiochi sono inutili? – Editoriale

bluepoint games demon's soul

Negli ultimi giorni si è parlato molto delle recensioni di videogiochi, della loro utilità e di come negli ultimi anni sembrano più che altro essere una costola del marketing. Piaccia o meno, e persino io mi sto stancando di citarlo in continuazione nei miei editoriali, parte della colpa è attribuile a come è stato gestito il caso Cyberpunk 2077. Un gioco inizialmente idolatrato dalla critica, salvo poi essere continuamente bollato come lacunoso a ogni news.

Se posso essere completamente sincero, sono molto arrabbiato della situazione della mia categoria. Io tutt’ora faccio recensioni e speciali sui giochi più disparati, e mi scoccia moltissimo che, a causa del lavoro approssimativo (duole dirlo) di molti miei colleghi ci debba rimettere la credibilità anche di chi invece lavora nel giusto modo. Come si è arrivato a questo punto però? Scopriamolo.

Pagare moneta, vedere lavoro fatto bene

Le recensioni di videogiochi, esattamente come la stragrande maggioranza della stampa web specializzata di questo settore in generale, ha un grosso problema: l’assenza di investimento. Moltissime persone non ricevono nemmeno un centesimo per parlare di videogiochi in degli articoli, altri ricevono paghe miserabili (e non è un’esagerazione) mentre solo pochi eletti vengono pagati dignitosamente.


Io stesso nelle mie recensioni molto speso ho ricevuto come unica paga il gioco da recensire, dato che in assenza di pc o console aziendali si riscatta tutto sui propri account. Non che sia sempre un male, per fare alcuni esempi ai miei esordi come recensore ebbi l’onore, dato che lo considero tale, di ricevere gratis quel capolavoro di Hollow Knight, mentre per fare esempi recenti ho avuto modo di ricevere Psychonauts 2, NBA 2K22 e Disgaea 6, tutti prodotti di alto livello quindi. Però se un gioco, come Hollow Knight, dura moltissime ore io le devo passare su quel gioco, non passandole su altri incarichi. Ecco quindi che quando capita il gioco da 30 ore, ricevere zero paga o 10/20 euro va contro ogni definizione di paga oraria decente.

fallout 3 goty gameplay
Immagina analizzare da cima a fondo Fallout 3 per 10 euro – Fonte (Bethesda)

Finché sono giochi che si sarebbero giocati a prescindere può anche andare bene. Se io ricevessi gratis Leggende Pokémon Arceus sarebbe come ricevere 60 euro alla fine, però sono comunque pochi se per analizzarlo come si deve ci metto 30/35 ore, dato che sarebbero a malapena 2 euro all’ora. Quando magari con un altro part time 60 euro li fai in un terzo del tempo.

Se quindi si pagano le persone due lire in croce, o non le si pagano, con quale pretesa si può chiedere che tutti i siti abbiano gente competente, veri professionisti, e non giovani appassionati allo sbaraglio? Esiste questo mito, portato avanti per anni, che non esista un modo per essere competenti in ambito videoludico (non esiste la laurea in videogiocologia, cit. QDSS). Indovina? Sbagliato, esistono dei corsi di formazione per il settore videoludico, alcuni anche divisi in ambiti. Per citare le due realtà che conosco meglio, in quanto romano, Vigamus per quanto riguarda l’ambito della stampa e della comunicazione e AIV per quanto riguarda le competenze per creare un videogioco. Io personalmente ho frequentato AIV, infatti sono un game designer.

E non si tratta di tirarsela, perché allo stesso modo un medico che ha studiato medicina è più competente di uno che non l’ha studiata e così via. Si possono e, se mi è concesso, si devono avere le competenze per parlare di videogiochi in un sito, il resto sono chiacchiere da bar. Soprattutto se poi si parla di recensioni, dato che possono condizionare l’acquisto di un prodotto da parte di un utente, e invece ci ritroviamo con le recensioni di videogiochi odierne dove Cyberpunk prende 91 al day one, avendo preso sotto analisi la versione 1.0 che definire gioco discreto tempestato da bug è fargli un complimento.

cyberpunk 2077 update macchina personaggio fucile
Fonte (CD Projekt Red)

Le recensioni di videogiochi sono utili solo se fatte bene

Piaccia o non piaccia, le recensioni di videogiochi possono essere di qualche utilità all’utente solo se fatte come si deve, quindi il contrario di come vengono fatte oggigiorno. I voti non sono l’unica cosa da vedere in una recensione, ma guarda caso vengono sempre gonfiati a caso senza un apparente motivo. Oramai si valuta con un 80 o un 90 qualsiasi cosa abbia “l’etichetta” del tripla A, o peggio si idolatrano giochi indie solo perché piccole perle quando magari 5 decimi di voto più sopra si era messo uno Zelda BOTW. Noi esperti la capiamo la differenza, ma l’utente medio non è tenuto a capirla e potrebbe fraintendere.


zelda breath of the wild gameplay 1
Fonte (Nintendo)

Per rendere utili le recensioni di videogiochi nuovamente dobbiamo fare tutti il nostro. Noi redattori analizzando i giochi senza paura di dare un voto sotto l’80 ogni tanto, dato che non è sempre una bocciatura, magari dicendo chiaramente cosa è un difetto e cosa no senza addolcirci le pillole. Gli utenti, dal canto loro, devono smettere di vedere le recensioni come un modo per “legittimare” l’aver speso 70 o 80 euro per un gioco.

Se entrambe le parti fanno la loro parte, allora potremmo tornare a recensioni di videogiochi funzionali all’industria. Se non sarà così, l’unica utilità di queste recensioni sarà foraggiare il contenuto visivo dei trailer e delle pagine web dei giochi in questione, e non è il caso.


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Chi l'ha scritto?

Alessio Fuscà

Videogiocatore incallito da 17 anni, gioco al VGC di Pokémon dal 2017 e sono alla mia seconda qualificazione ai Mondiali di seguito. I videogiochi sono la mia passione e nella vita faccio il Game Designer come lavoro principale.