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Come Animal Crossing mi ha aiutata in un periodo difficile

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Oggi vorrei parlarti della mia avventura con Animal Crossing. Il titolo Nintendo ha avuto un impatto particolare su di me, per quanto possa sembrare strano, visto che è un gioco decisamente semplice e “senza trama”. Eppure ti posso assicurare che mi ha aiutata nel superare uno dei momenti più difficili che io abbia mai dovuto affrontare. E no, non parlerò del Coronavirus, visto che per fortuna nel mio caso è stato solo una nota a margine di quest’ultimo anno e mezzo.

Ti voglio comunque avvertire: si andranno a toccare argomenti piuttosto sensibili e che spesso “non portano click”. Ma nel caso in cui continuassi a leggerlo, ti ringrazio e spero che capirai ciò che voglio dirti. Fatte queste dovute premesse, avviamo Animal Crossing e atterriamo sull’isola. 

Animal Crossing e il senso di tranquillità

Animal Crossing è un titolo Nintendo nel quale sei “a capo” di un’isola, che puoi personalizzare come e quanto vuoi, che ti dà l’opportunità di avere degli Abitanti e anche di estinguere debiti da “milioni di Stelline”, la moneta di gioco. Non ci sono microtransazioni e non hai tempo limite. Il tempo all’interno del gioco scorre come nella vita reale, e questo comporta i cambiamenti di stagione, la chiusura e apertura del negozio o del museo e così via.


Animal Crossing è un simulatore di vita decisamente più semplice rispetto ad altri, ma è stata proprio questa “semplicità” a darmi una grossa mano nel momento in cui tutto, nella mia vita personale, stava diventando difficile

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Tutto inizia da una tenda e un tavolo da lavoro – Fonte (Nintendo)

Quando videogiochiamo tendiamo a immergerci in storie e allontanarci dalla vita di tutti i giorni, ma nel mio caso ero alla “disperata” ricerca di quella routine che rende tutto “normale”.

Ti starai chiedendo cos’è successo di così grave da abbattermi, la risposta è semplicissima: un lutto in famiglia. Un pilastro che ho sempre considerato un punto di riferimento per la mia crescita personale è andato via, e si è portato con sé tutte le parole non dette e gli abbracci non dati

Nonostante la sua dipartita fosse un qualcosa di aspettato, ciò che non potevo prevedere era quella che sarebbe stata la mia reazione all’enorme shock. Ho avuto degli enormi problemi di insonnia. E l’ansia che ha iniziato ad accompagnarmi per mesi, mi ha impedito di trovare la tranquillità di cui avevo bisogno.

Tutto questo finché, il 27 dicembre 2020, non mi è stato regalato il primissimo gioco per la neo-acquistata Nintendo Switch Lite: Animal Crossing New Horizons. Non avrei mai potuto immaginare che un semplice regalo sarebbe stato la chiave di volta nell’aiutarmi in una situazione così complicata. Incontrare Fuffi, Tom Nook, Blatero e tutti gli abitanti della mia isola mi ha permesso di ritornare ad avere delle giornate più allegre e momenti appaganti, il tutto portando a termine delle semplici fetch quest. Sì, perché sentirmi apprezzata da questi personaggi, vederli salutare quando me ne andavo, o semplicemente avere chi mi parlava e spingeva a “rimanere positiva” era qualcosa che riusciva ad allontanare il caos che avevo dentro.


Animal Crossing ha una “ripetizione positiva”

L’arrivo di Animal Crossing è stata una dolce sorpresa in un periodo nero, come avrai ben capito, e forse è stato proprio questo a permettermi di godere al cento percento del titolo. Per quanto abbia un sapore agrodolce. Animal Crossing, così colorato, semplice e pieno di “per favore” e “grazie”, mi ha fatta cadere in quella che io chiamo “ripetizione positiva”. Non è altro che il semplice gameplay loop che hanno tutti i giochi. Ma durante le mie ore spese su Animal Crossing, non mi ha mai annoiata.

Sei un Nabbo? Allora devi fare due cose: la prima è non preoccuparti. E la seconda? Leggere le nostre Guide per Nabbi!

Non solo per le tantissime opportunità che ti lascia il titolo Nintendo, ma anche e soprattutto per le conseguenze delle tue azioni sull’isola. Tutti chiedono il tuo consiglio e ricambiano favori con gesti di gentilezza che possono sembrare “da bambini”, ma in realtà è qualcosa che un adulto non dovrebbe mai dimenticare. 

Inoltre, Animal Crossing non mette nessun tipo di pressione, quindi riesce a essere ancora più rilassante. Per questo motivo mi ritrovavo a giocare in piena notte (spesso mandando l’orologio indietro per avere il negozio aperto) solo per catturare insetti e pesci. O per costruire gli oggetti del giorno, o anche solo sperare in qualche palloncino.

Tutto questo era semplicemente meglio di qualsiasi camomilla o pastiglie di melatonina. In altre parole, le “positive vibes” derivate da Animal Crossing, che non ti mette fretta e ti ringrazia per fare cose senza le quali non potresti mai andare avanti nel gioco, riuscivano davvero ad allontanare l’ansia che mi portavo addosso e facilitavano l’arrivo del sonno, o più semplicemente della tranquillità.

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In questo caso c’è Legend of Zelda, nel mio Animal Crossing – Fonte (Tumblr @Schrubs)

Animal Crossing è condivisione social

Un altro aspetto che colpisce di Animal Crossing è quello relativo alla condivisione, il poter “ricevere ospiti” sulla propria isola. Capiterà anche a te di avere dei giorni in cui non vuoi parlare con nessuno perché sei malinconico oppure semplicemente giù di morale, immagina questo tipo d’umore portato avanti per mesi: si finisce con l’allontanare tutti coloro che tengono a te e chiuderti a riccio.

Animal Crossing mi ha aiutata a sopperire a questo problema, visto che mi ha permesso di condividere con i miei amici le piccole avventure all’interno del titolo, magari la costruzione di un ponte o l’esibizione di reperti archeologici. Anche visitare le altre isole mi ha dato l’opportunità di viaggiare con la fantasia, di prendere spunto dagli altri per personalizzare ancora meglio quello che è sì il mio spazio privato, ma disponibile a chiunque. 

Due persone in particolare hanno visitato spesso la mia isola. E io ho visitato la loro. Magari ci lasciavamo messaggi in bacheca, così da non dimenticare il passaggio. Nonostante fossimo lontani chilometri, questo ci avvicinava come se ci trovassimo a un centimetro l’uno dall’altro!

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Animal Crossing in compagnia è più bello! – Fonte (Nintendo)

Inoltre, con la personalizzazione del personaggio, la possibilità di costruire oggetti di cui non si ha trovato la ricetta dava un senso di comunità e di unione. Una cosa che sta iniziando a mancare sempre di più nelle community di videogiochi, che fanno – spesso e volentieri – gara a chi è il migliore, anche se la maggior parte delle volte non serve.

Questa è la prima parte della mia avventura con Animal Crossing. Qui ho esplorato la mia reazione a una perdita e come il mondo videoludico sia riuscito a darmi una mano. Ma è sempre così? Qual è l’impatto che possono avere i titoli come quello Nintendo sulla salute mentale delle persone? È positivo oppure no? Se ti interessa approfondire l’argomento, non ti resta che leggere la seconda parte. Ti prometto che arriverà quanto prima possibile!


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Chi l'ha scritto?

Angela Pignatiello

Classe '97. Appassionata di videogiochi fin da quando ha memoria, ne parlerebbe per ore. Cresciuta tra Metal Gear Solid, TOCA e Ace Attorney, apprezza ogni genere di gioco, purché diverta o abbia una bella storyline.