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Caso Google Stadia: è la cloud console peggiore?

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Il caso Google Stadia pare infinito, lo sappiamo tutti. Dopo la chiusura dei suoi studi di sviluppo, tantissimi hanno pensato che fosse la fine per la cloud console firmata Google. Eppure, eccola ancora in piedi, nonostante stia perdendo le sue esclusive o le stia abbandonando a loro stesse. Infatti Super Bomberman R Online arriverà su PC, mentre altre non avendo più un team di sviluppatori sono semplicemente abbandonate a loro stesse

Ma se ti posso dire la mia, la forza di Google Stadia non sta nelle esclusive. Non sta nell’avere più giochi di Xbox Game Pass. Sta nel suo essere disponibile ovunque e comunque. Sì, sto parlando del tanto desiderato “plug and play”. In poche parole, è quel sistema in cui non devi far altro che avviare la console e scegliere il gioco. Un po’ come succedeva, andando indietro, dalla settima generazione fino ad arrivare alla PlayStation One

Il caso Google Stadia è grave… ma non troppo

Il caso Google Stadia non è altro che l’ennesimo tentativo dei colossi del web di entrare nel mondo gaming. Ormai non può più essere considerato come qualcosa di marginale. Sì, perché il nostro medium preferito ormai è una barca di soldi quasi assicurata. Che tu preferisca PC o console, che tu sia un casual gamer o un professionista, il mondo del gaming ha ormai toccato tutto e può essere definito quasi al pari del cinema. Quindi è normale che tutto questo faccia gola ai giganti del web e non


Ecco la presentazione di Stadia!

Tutti vogliono i videogiochi. Paradossalmente sono proprio loro, le aziende che “tirano i fili” del mondo digitale ad averci mostrato quanto sia difficile entrarci, in questo mondo. Anche per Google è difficile, tant’è vero che esiste un vero e proprio “caso Google Stadia”. Quando nel 2019 ha annunciato la sua grande idea, tutto il mondo pendeva dalle labbra di Phil Harrison, il vicepresidente di Google.

La cosa che sorprese tutti era l’ambizione della piattaforma cloud. Infatti, oltre ad avere intenzione di fornire un servizio in streaming che avrebbe dovuto rivaleggiare con PlayStation e Xbox (puntando quindi ai piani alti del mondo videoludico) ha anche creato la sua software house: Stadia Games & Entertainment guidata da Jade Raymond (recentemente passata a Sony con Haven, ndr).

Da quel novembre 2019 le cose sono molto diverse, da qui il caso Google Stadia. L’azienda di Mountain View non ha più il suo studio di sviluppo, quindi ha salutato le sue esclusive. Molti hanno perso la fiducia del progetto, mentre altri sperano in un “ritorno in vita” della cloud console.

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Vorrei soffermarmi su questi ultimi. Perché se ci pensiamo bene, le cose non sono cambiate. Google Stadia è ancora viva e nel silenzio sta migliorando sia il suo servizio gratis che quello Pro. Sì, nel caso in cui non lo sapessi, Google Stadia ha un abbonamento mensile di 10 euro al mese.


Stadia Pro ti permette di avere una alcuni giochi gratis e alcuni sconti speciali. Ma non compararlo al PlayStation Plus. La differenza tra i due servizi è che il Plus diventa necessario nel momento in cui desideri giocare online. Mentre Stadia Pro è serve solo per “ottenere alcuni vantaggi”.

Oltre al caso Google Stadia, ricordiamo il plug and play

Prima di raccontarti il caso Google Stadia ho nominato il “plug and play”. Soffermiamoci un momento su questo dettaglio (che poi così marginale non è) di Stadia. Pensiamo all’ottava (e alla nona) generazione di console. Cos’è che ha generato spesso alcuni meme? Il fatto di voler giocare, accendere la nostra PlayStation o la nostra Xbox e ritrovarci davanti a una valanga di aggiornamenti da fare, che rendono impossibile giocare online. Ma non solo, servono anche a risolvere alcuni problemi del gioco. 

A prescindere dal caso Google Stadia, da questo punto di vista la cloud console è migliore di altri servizi. Tutto ciò che ti serve per giocare è un PC, uno smartphone o un Chromecast. Per quanto riguarda il mondo computer, non si ha bisogno di specifiche importanti. Io stessa lo utilizzo su un Chromebook con CPU Intel Celeron, per dire.

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La pagina iniziale di Google Stadia, con The Division 2 pronto! – Fonte (Nabbi.it)

L’importante è che faccia girare Google Chrome. E quante volte disinstalliamo Microsoft Edge proprio per scaricare il browser web di Google? Se desideri, invece utilizzare uno smartphone, allora dovrai necessariamente scaricare l’app Stadia dal tuo Play Store

Se possiedi un iPhone, le cose saranno leggermente diverse, ma sempre semplici. In poche parole, dovrai semplicemente aprire Safari e cercare “stadia.com”, così come per il PC. Se ti interessa approfondire, ecco qui la spiegazione sul sito web ufficiale dell’azienda. In ultimo, il Chromecast.

A gettare altra benzina sul fuoco del caso Google Stadia ci pensa il Chromecast. Purtroppo dovrai necessariamente lanciare l’app a un Chromecast Ultra, altrimenti dovrai fare in modo di streammare l’intero PC, il che prende più banda internet (aumentando le possibilità di lag).

Per quanto concerne i controller, l’importante è che abbia il bluetooth, quindi anche il DualShock 4 o il pad Xbox vanno benissimo. Una volta aver scaricato l’app o essere entrati sul sito Stadia.com, l’unica cosa che ti resta da fare è:

  • Entrare con un account Google 
  • Acquistare il titolo che desideri (o riscattare quelli gratuiti del Pro)
  • Giocare

Più semplice e immediato di così!

Non avrai bisogno di aggiornare nulla, così come non dovrai scaricare il gioco. Sì, perché sarà subito disponibile dopo averlo acquistato! Dallo Store, vedrai infatti che il “bottone” che prima segnava Acquista si trasformerà in Gioca.

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Tanti dispositivi, una sola console! – Fonte (YouTube: Stadia)

Questo è il plug and play di Google Stadia! Al ritorno dal lavoro, potrai avviare la tua “console” e giocare a ciò che preferisci nel modo più immediato possibile. Non hai nostalgia di quei momenti? Eccoli tornati!

A rendere ancora più immediato il sistema di Google Stadia è la questione dei pre-ordini. Lo sappiamo tutti, è un argomento molto delicato che vede due opposti: chi lo fa e chi, invece, odia questo meccanismo. Beh, Stadia ha un modo molto intelligente di gestirli che va incontro a entrambi questi “schieramenti”.

In poche parole, chiunque può pre-ordinare qualsiasi titolo, ma il prezzo verrà scalato dalla carta solo nel momento in cui il gioco diventa disponibile. E se cambi idea? Puoi sempre annullarlo. Quindi, in realtà non è un vero e proprio pre-ordine, ma è molto più simile a un acquisto al Day One. Inoltre, con la questione che ho spiegato poco fa, nel caso in cui si pre-ordini qualcosa, nel momento in cui il titolo desiderato sarà uscito, sarà possibile giocarlo!

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L’antitesi del caso Google Stadia

Potremmo dire che il caso Google Stadia è nato fin dal lancio della cloud console, per poi crescere fino a oggi. Se torniamo un attimo indietro nel tempo, infatti, notiamo che all’inizio la cloud console non aveva così tanti titoli disponibili.

Nonostante uno Stadia Pro che aveva un certo appeal, la console proponeva dei titoli che erano disponibili anche per altre piattaforme. Quindi perché utilizzarla? Non poteva competere, dato che non aveva (e non ha) la potenza delle esclusive di PlayStation e non raggiungeva nemmeno Xbox Game Pass. 

Bisogna anche considerare che non era possibile giocare utilizzando il bluetooth, ma bisognava necessariamente collegare il controller al PC tramite cavo. Il wireless funzionava solo nel caso in cui si voleva giocare tramite chromecast o smartphone (e nemmeno tutti i dispositivi mobile erano compatibili, ndr). 

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Uno dei primi giochi disponibili su Stadia! – Fonte (Ubisoft)

Non solo, la banda richiesta per poter lanciare un gioco era molto alta e variava in base al titolo: più il gioco era pesante, più banda richiedeva. Il che limitava coloro che non hanno la fibra ottica in casa. Dunque è quasi scontato che nei primi tempi molti consideravano Google Stadia un progetto “nato morto”. Niente giochi, funzionalità limitate, un disastro. Per fortuna, sono riusciti a migliorare il tiro… ma solo dopo un anno!

Rispondiamo alla domanda più grande del caso Google Stadia: ne vale la pena?

Il caso Google Stadia ha reso gli scettici più scettici e i fan più fanatici. Se ci pensiamo bene, quando si parla della console di Google Stadia, il pubblico si spacca in due parti. Ma chi ha ragione? La mia personalissima risposta è: nessuno dei due

La cloud console di Google è l’ibrido che non ci meritiamo, ma di cui abbiamo bisogno. Sì, perché spesso quando parliamo di gaming ci dimentichiamo che ci sono tantissimi giocatori appassionati che per alcuni motivi non possono permettersi la console di ultima generazione. E no, non mi sto riferendo al fatto che non ci sono scorte in magazzino. Ma ormai quasi tutti posseggono la fibra ottica. E nel caso in cui non dovessi averla, sicuramente la tua connessione raggiunge i 20 Mbit, che è il necessario per far girare Stadia. Se vuoi testare la tua rete, Google ha messo a disposizione un tool. Ecco qui il link per eseguire il test.

Inoltre, i requisiti minimi per far girare Stadia sono due: un account Google e Chrome (o Safari, per iPhone) come browser, altrimenti l’app. Insomma, non un grande sforzo. L’abbonamento non è obbligatorio, dunque potremmo dire che il servizio di streaming è gratuito, veloce e basato sul Plug and Play.

Uno dei giochi in esclusiva Stadia… e abbandonato

Dunque il caso Google Stadia non ha quasi ragione d’essere, visto che non ha senso compararla alle home console o ai servizi proposti dalle “big” videoludiche. La piattaforma di Google vuole essere tutt’altro, vuole essere un’alternativa. La chiusura del suo studio di sviluppo ne è la prova assoluta. Infatti, se evitassimo per un attimo di vedere il male, potremmo vedere che Big G si sta muovendo e stringendo delle partnership per ottenere più giochi da altri publisher. 

Proprio in questi giorni si è concretizzato l’arrivo di FIFA 21 e altri titoli firmati Electronic Arts. Passo dopo passo, riuscirà a diventare una sorta di Netflix per i videogiochi, ma bisogna dare tempo e avere pazienza. Se questo tipo di servizio non funzionasse, Amazon Luna, NVIDIA GeForce NOW e la stessa Google Stadia avrebbero già chiuso. Oppure no?


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Chi l'ha scritto?

Angela Pignatiello

Classe '97. Nata e cresciuta con la Metal Gear Solid saga, amo giocare a quasi tutto ciò che mi capita sotto mano. Analizzo tutto ciò che avviene all'interno del mercato videoludico e il suo core: i videogiochi.