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Ranked di Valorant in arrivo, cooperazione o tilt?

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L’avventura delle ranked di Valorant sta per cominciare, questa volta ufficialmente. Dopo il breve periodo di competizione nella closed beta, le partite classificate sono in dirittura d’arrivo sui server live e in molti si chiedono che esperienza di gioco ci dobbiamo aspettare.

Si vivrà un ambiente cooperativo o regneranno la frustrazione e il tilt? Vediamolo insieme.

Valorant ranked: Shroud non è convinto!

Valorant ha ancora tutti gli occhi puntati su di lui. Non fatevi ingannare dal calo di spettatori su Twitch: il titolo di Riot Games è pronto a riprendere il largo con il ritorno delle ranked.


Ma il gioco si presta veramente alla competizione online? La prima risposta sembra essere un gigantesco sì. Valorant è costruito per essere un esport, tanto che alcuni giocatori lo hanno accusato di non avere un’anima e di essere soltanto un ammasso ben congegnato di elementi.

E se praticamente tutti i giocatori dell’FPS di Riot non vedono l’ora di mettere le mani sulle partite classificate, Shroud predice un’esperienza di gioco più frustrante di quello che crediamo.

Nei primi minuti del video, la stella di Mixer espone le sue idee sulla differenza tra le ranked in Valorant e in un MOBA classico, come DOTA o League of Legends.

“[Valorant]Non sarà mai come League (LoL) o un MOBA perché richiede troppa coordinazione e abilità affinché il team sia sulla stessa lunghezza d’onda” apre Shroud.

“Nei MOBA, ognuno gioca il suo ruolo e poi verso fine partita ci si aiuta nei teamfight. In questo gioco, è molto più complicato di così: le ranked non saranno mai piacevoli. Nei MOBA è facile ricoprire il proprio ruolo nelle ranked con giocatori casuali (non team predefiniti). In questo gioco non c’è un vero ruolo, tutti devono essere sulla stessa lunghezza d’onda e collaborare.” conclude lo streamer.


La distinzione fatta da Shroud è molto semplice: l’assenza di un vero ruolo in un gioco come Valorant, rende l’esperienza competitiva molto più frustrante.

A dirla tutta, però, sembra che Shroud abbia dimenticato un particolare cruciale: l’FPS di Riot lascia grande spazio per il carry individuale, elemento che da sempre contraddistingue maggiore divertimento e premia chi è migliore di altri.

Il classico “se sei forte, sali” dovrebbe trovare una perfetta applicazione su Valorant: se i giocatori saranno capaci di migliorare le loro abilità con le armi, anche senza una coordinazione da pro-team, potranno scalare tra i rank.


Forse è vero, la coordinazione nelle ranked sarà molto scarsa ma siamo sicuri che ciò avrà un così forte peso sull’esperienza competitiva? Diteci la vostra nei commenti!

Chi l'ha scritto?

Tommaso Ballarini

Appassionato di esport e sport, ha trovato in nabbi.it il luogo adatto per trattare i moltissimi titoli esport che segue.