Call of Duty Sparatutto

Call of Duty dice basta a razzismo e insulti: pioveranno ban!

call of duty 2020 modern warfare

La morte di George Floyd è stata la goccia che fa traboccare il vaso. Le proteste negli Stati Uniti, e nel resto del mondo, riecheggiano come un gigantesco “adesso basta!” nei cuori e nelle orecchie di tutti gli esseri umani.

Anche le case di produzione hanno iniziato a mostrare la propria vicinanza all’argomento: Sony ha posticipato l’evento di presentazione dei giochi PS5, il nuovo Raid di Borderlands 3 è stato rinviato, Red Dead e GTA Online chiuderanno temporaneamente i server… e ora è scesa in campo anche ActivisionBlizzard. Posticipare i contenuti della S4 di Modern Warfare e Warzone è stato solo l’inizio!

Call of Duty promette meno tolleranza e più ban!

È stato tramite il proprio account Twitter che Infinity Ward, gli sviluppatori di CoD, hanno esplicitato cosa sta per cambiare. E il concetto è riassumibile in un semplicissimo: “rispetta il prossimo o verrai bannato”.


Letteralmente: “Non c’è posto per contenuti razzisti nel nostro gioco. Questo è uno sforzo che abbiamo iniziato a fare dal lancio e dobbiamo assolutamente migliorare. Stiamo bannando migliaia di nickname orientati verso il razzismo oppure l’odio. Ma sappiamo di dover fare ancora meglio, quindi:

  • aggiungeremo altre risorse per riconoscere i contenuti razzisti
  • aggiungeremo un sistema di report in-game per aumentare il numero di ban all’ora
  • aggiungeremo filtri e grosse restrizioni per i cambi di nickname
  • stiamo valutando dei miglioramenti in-game per rendere più facile il report di offese
  • aggiungeremo i ban permanenti per escludere chi offende ripetutamente

Chiediamo scusa a tutti i giocatori. Questa è la nostra proposta per voi, nostri fan, grazie”.

È guerra aperta al disrespect. Tardiva? Sicuramente. Ma almeno qualcuno ha iniziato a muoversi nella giusta direzione, mettendo da parte i numeri (bannando perderanno utenti) e facendo quello che è giusto. Spero che tante altre case possano seguire il loro esempio.


Razzismo, odio, sessismo e bullismo sono radicati nelle chat del 99% dei giochi di oggi. Se non iniziamo a remare tutti nella stessa direzione non riusciremo mai a sconfiggerli. E a divertirci davvero.

Chi l'ha scritto?

Luciano Luca Grassi

Nonostante i 33 anni suonati, si sente ancora giovane. Quantomeno dentro. Fondatore e direttore di Nabbi.it, ama i GDR a turni e odia il click-bait. Non smetterà di lavorare fino a che non avrà coronato il suo più grande sogno: riportare il concetto del divertimento al centro del media videoludico.