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Twitch fa causa ai responsabili dei raid d’odio

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Twitch ha vissuto dei brutti momenti nelle ultime settimane a causa di una serie di ondate di raid d’odio. La piattaforma di Amazon, decisa ad estirpare questo cancro una volta per tutte, ha individuato e accusato due utenti, considerati le menti dietro questi attacchi.

Per rendere Twitch un posto migliore, la condanna dei responsabili (se effettivamente colpevoli) potrebbe essere un deterrente fondamentale per ogni altro utente desideroso di invischiarsi in affari simili.

Twitch contro gli autori dei raid d’odio

Twitch è spesso al centro dell’attenzione a causa di polemiche e discussioni riguardo la gestione della piattaforma. Negli anni, i piani alti del sito di livestreaming hanno preso decisioni impopolari come il ban di alcune parole considerate offensive (simp e vergine) e in relazione alla vicenda DMCA, in cui Twitch è sembrata estremamente distante e poco collaborativa con i suoi partner.


Il problema del momento sono i raid d’odio, attacchi di massa di bot che insultano e riempiono di commenti razzisti e omofobi i canali di diversi partner della piattaforma. Una piaga terribile, che rovina l’esperienza di tutti gli utenti e mette a dura prova la pazienza degli streamer colpiti. Qual è stata la risposta di Twitch?

In questi casi bannare semplicemente gli account da cui provengono questi insulti è totalmente inefficace. I creatori, infatti, possono riprodurne a migliaia. Dopo aver provato a bannare i diversi accounti, quindi, Twitch è passata all’indagine sugli autori di queste ondate di odio, provando a scovare gli utenti che danno il via a questi raid.

I nickname scoperti finora, nonché quelli che compaiono nell’accusa depositata il 9 settembre, sono ‘Cruzzcontrol’ e ‘CreatineOverdose’ e dovrebbero trovarsi in Olanda e Austria. I due utenti hanno già provato ad evadere il ban di Twitch, creando nuovi account e modificando il codice utilizzato per creare l’ondate di raid. Nonostante ciò, se fossero veramente loro le persone dietro i nickname, potrebbe essere già troppo tardi.

Ai microfoni di WIRED, la piattaforma di Amazon ha suggerito anche che questi due utenti potrebbero essere parte di una più grande community d’odio online che agisce non solo sulla piattaforma stessa ma anche su altri canali molto frequentati dalla community gaming come Discord.


Riusciranno a farla franca o Twitch avrà la meglio? Scrivicelo qui sotto con un commento!


Chi l'ha scritto?

Tommaso Ballarini

Appassionato di esport e sport, ha trovato in nabbi.it il luogo adatto per trattare i moltissimi titoli esport che segue.