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Oggi è un giorno felice: hanno pubblicato Ammazza che Mazza!

ammazza che mazza simpson

Sei triste perché non riceverai Tempesta d’Ossa a Natale? Per fortuna puoi giocare gratuitamente ad Ammazza che Mazza!

Pensi che sia impazzito? Allora si vede che non sei cresciuto a pane e Simpson. Già, perché chiunque abbia più di 25 anni, non ha nessuna scusa per non ricordare la puntata 11 della Stagione 7, “Marge non essere orgogliosa”, e il videogioco più brutto di sempre.

Puoi giocare ad Ammazza che Mazza dal tuo browser

In quella puntata dei Simpson (SPOILER in arrivo!), Bart ruba una copia del videogioco fittizio Tempesta d’Ossa, reputato troppo violento da sua mamma Marge. Ma viene beccato, e soprattutto bandito, dal centro commerciale nel quale tutta la famiglia è solita scattare la foto di Natale.


Dopo una serie di peripezie, e un percorso di redenzione da parte di Bart, la mamma decide di regalare al figlio il “gioco che tutti i ragazzi vogliono”, per chiudere la puntata con un lieto fine… che non ci sarà per colpa di Ammazza che Mazza 🙂

Commesso burlone o punizione sadica di Marge?

A distanza di quindici anni, l’ex-autore ed executive producer dei Simpson, Bill Oakley, ha incaricato uno sviluppatore di creare una versione giocabile di Ammazza che Mazza. Ed è con la lacrimuccia che mi scende, che vi mostro il tweet dal quale arrivare alla versione browser di “Lee Carvallo’s Putting Challenge”, sviluppata da Aaron Demeter.

Volete una mini recensione? Beh ha un solo difetto: è in inglese. Non che questo crei problemi alla fruibilità di Ammazza che Mazza. Ma non potrò sentire il proverbiale: “Vuoi giocare ancora?”, prima di premere NO!


Uno dei sogni più grandi della passata generazione è diventato realtà. Ammazza che Mazza ha rotto la quarta parete e può essere giocato su browser: è davvero il gioco più brutto di sempre, oppure sotto sotto ti piace? Parliamone sui social!

E restando in tema di cose da ridere: hai visto i meme più divertenti sul design di PlayStation 5?


Chi l'ha scritto?

Luciano Luca Grassi

Nonostante i 33 anni suonati, si sente ancora giovane. Quantomeno dentro. Fondatore e direttore di Nabbi.it, ama i GDR a turni e odia il click-bait. Non smetterà di lavorare fino a che non avrà coronato il suo più grande sogno: riportare il concetto del divertimento al centro del media videoludico.