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Esports: a che punto è il settore in Italia?

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Con il 2020 al tramonto, è tempo di trarre le annuali conclusioni sullo sviluppo del settore esports in Italia. In un anno che ha visto quasi ogni settore dell’intrattenimento tradizionale cadere (vedi sport, cinema e teatro), i videogiochi e il loro settore competitivo hanno dominato la scena mondiale.

Discorso uguale, o quantomeno simile, per l’Italia? Con l’aiuto del rapporto sugli esports in Italia di IIDEA, proviamo a delineare le principali direttive del settore.

IIDEA: rapporto sugli esports in Italia

IIDEA, acronimo di Italian Interactive Digital Entertainment Association, è un’associazione italiana che si occupa di monitorare il mercato videoludico ed esportivo del nostro paese. Dal 2018, inoltre, rilascia un rapporto annuale sullo sviluppo e l’andamento del settore in Italia, creando un vero e proprio archivio storiografico degli esports (potete consultarlo qui).


Il rapporto 2020 evidenzia diversi aspetti del pubblico che segue il mondo videoludico competitivo ma noi ci concentreremo principalmente sul confronto con lo scorso anno.

Partendo da un dato generico, IIDEA ha scoperto che “ogni giorno 466.000 persone in Italia dichiarano di seguire un evento esports (avid fan)”. La categorizzazione avid fan si distingue come il massimo livello di partecipazione e comprende gli spettatori più accaniti.

Il numero di avid fan è in crescita del 33% rispetto all’anno precedente, sintomo di un notevole balzo nella popolarità del fenomeno.

Spostandoci su un pubblico meno attivo, però, il trend non cambia: anche considerando gli esports fan (spettatori che dichiarano di guardare eventi esportivi più volte la settimana ma non tutti i giorni) si nota un incremento del 22% su base annua, grazie alle 1.410.000 persone che rientrano in questa categoria nel 2020.

Sempre rimanendo sul confronto con il 2019, il 22% della fanbase, circa 310.200 persone, ha iniziato a seguire gli esports solo nell’ultimo anno. In merito ai titoli più seguiti, League of Legends continua a dominare, grazie ai grandi successi dei Worlds 2020 e degli altri eventi annuali targati Riot. A ruota seguono Rainbow Six Siege, che sarà sicuramente galvanizzato dall’impresa dei Mkers e il sempreverde Fortnite.


Il 2020 stato sicuramente un anno proficuo per il mondo esport italiano. Le partnership dei vari team, un aspetto non toccato dal report, hanno raggiunto aziende e squadre di altissimo livello nell’ambito sportivo e non.

Un esempio? L’accordo tra AS Roma e Mkers, di cui vi abbiamo parlato qui ma anche il progetto Amazon University Esports che ha trovato sviluppo anche in Italia.


Possiamo considerare il 2020 un successo per gli esports? Sicuramente sì. Aldilà dei semplici numeri, squadre e tournament organizer hanno stretto accordi importanti e raggiunto traguardi inimmaginabili solo qualche anno fa. L’Italia segue di buon passo anche il mondo degli esports.

Chi l'ha scritto?

Tommaso Ballarini

Appassionato di esport e sport, ha trovato in nabbi.it il luogo adatto per trattare i moltissimi titoli esport che segue.