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EA difende i minori dalle microtransazioni: come?

ea microtransazioni

EA fa del suo pane quotidiano le microtransazioni, come ben sappiamo. Purtroppo, però, molto spesso sono i più giovani che “cadono vittima” di questo sistema, che gli fa spendere soldi reali per ottenere bonus casuali. Dunque, dopo le segnalazioni di varie associazioni (come UNC o Altroconsumo), EA ha deciso di attuare una serie di regole che andranno a tutela dei giocatori più giovani. Ecco quali!

EA regola le microtransazioni!

Moltissimi videogiochi di EA, da FIFA 21 o Apex Legends, hanno un’enorme componente di microtransazioni, che potrebbe far cadere i giocatori più giovani in un loop di “spendi-ottieni-spendi” molto pericoloso. Quanti di noi hanno spacchettato su FIFA? Quante casse abbiamo acquistato? Beh, ora le cose stanno per cambiare.

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Non è FIFA senza un gol in rovesciata! – Fonte (Electronic Arts)

Infatti, EA ha deciso di collaborare con le associazioni italiane, arrivando a implementare un nuovo sistema che rende il meccanismo delle microtransazioni molto più evidenti e trasparenti. Ora, potranno crearsi tre tipi di account, tutti controllabili da un “account genitore”:


  • Bambini: non dà accesso né al multiplayer online, né permette di effettuare acquisti di alcun tipo
  • Adolescenti (dai 16 ai 18 anni): dà accesso a tutte le modalità online, ma non agli acquisti
  • Adulti: coloro che selezionano questo tipo di account potranno sia giocare, sia acquistare senza alcun tipo di limite

L’azienda ha tenuto a precisare che l’account genitore può effettuare delle modifiche ai vari permessi dei profili collegati (bambini, adolescenti e adulti). Senza contare che, nel caso si selezioni un account per adolescenti, si potrà decidere una somma massima da spendere (com’era prima).

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Presto lo vedremo su Switch! – Fonte (Electronic Arts)

Tutto questo è stato elogiato dall’agenzia che si occupa dell’Antitrust, che ha voluto invitare anche gli altri publisher e software house a imitare il comportamento della casa di sviluppo americana, spesso criticata per il suo non essere trasparente e per il suo trattare i titoli come se fossero “macchine da soldi”.


Tu cosa ne pensi? Credi che Electronic Arts voglia togliersi di dosso la sua pessima nomea e migliorarsi, oppure è stata “solo costretta”? Facci sapere la tua opinione, magari lasciando un commento nel box che trovi qui sotto, alla fine dell’articolo.

Chi l'ha scritto?

Angela Pignatiello

Classe '97. Nata e cresciuta con la Metal Gear Solid saga, amo giocare a quasi tutto ciò che mi capita sotto mano. Analizzo tutto ciò che avviene all'interno del mercato videoludico e il suo core: i videogiochi.