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Apre in Giappone la prima “palestra esport”

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Il Giappone lancia l’idea della “palestra esport“, un nuovo concetto di spazio e business dedicato ai videogiocatori. La notizia ha immediatamente attirato l’attenzione del pubblico, soprattutto sui social, dove si è aperto un interessante dibattito sulla questione.

Prima di passare alle opinioni, però, soffermiamoci brevemente sul punto principale: come funziona esattamente questa palestra esport? Che cosa offre ai suoi abbonati? Facciamo chiarezza.

Palestra esport in Giappone: cos’è e come funziona

Leggere le parole “palestra esport” l’una accanto all’altro potrebbe aver causato più di qualche grattacapo, soprattutto ai meno avvezzi. Si tratta di un concetto nuovo anche per i giocatori più appassionati, figuriamoci per chi non tocca un videogioco dall’infanzia.


Quindi che cos’è esattamente una palestra esport? Immagina una palestra, con personal trainer e postazioni per l’allenamento, solo in versione PC. Al posto delle panche e dei tapis roulant, ci sono una schiera di computer e gli allenatori non sono specializzati in fitness ma in diversi titoli videoludici.

Almeno questa è l’idea che hanno avuto gli imprenditori giapponesi che apriranno la prima “Esports Gym” al mondo. Il 19 maggio, infatti, Tokyo sarà la prima città ad ospitare uno spazio interamente dedicato all’allenamento videoludico.

Come funzionerà? I giocatori pagheranno una tariffa base (mensile o giornaliera) per giocare nelle postazioni fornite dalla palestra esport, a cui si aggiungono eventuali lezioni individuali con coach specializzati del costo di circa 25 euro l’ora. Per i primi mesi di attività, “Esports Gym” coprirà 5 videogiochi: League of Legends, Valorant, Rainbow Six: Siege, Identity V, and Puyo Puyo.

La presenza di allenatori all’interno di questo nuovo spazio è la grande differenza con i PC Bang sudcoreani, famosi in tutto il mondo e i più generici Internet Cafè, molto diffusi in Asia.

Palestra esport: le reazioni sui social

La palestra esport non ha potuto evitare il giudizio del pubblico: appassionati e non hanno criticato l’idea nata in Giappone, per diverse ragioni.


Alcuni hanno criticato il nome “palestra”, effettivamente un po’ fuori luogo. La palestra è il simbolo dell’attività fisica e “Esports Gym” si concentrerà senza ombra di dubbio sul lato mentale. I creatori volevano utilizzare sicuramente il significato meno concreto del termine: uno spazio dedicato all’allenamento e al miglioramento di sé.

Altri, invece, hanno attaccato direttamente l’idea stessa. In un mondo sempre più legato alla componente digitale, in cui le sessioni di coaching videoludico avvengono già online, il concetto di palestra esport sembra non solo ridondante ma anche obsoleto.


La parola torna ad “Esports Gym”: se si rivelerà un successo, le critiche saranno solo un brutto ricordo.

Sai già tutto sul possibile approdo degli esports alle Olimpiadi?

Chi l'ha scritto?

Tommaso Ballarini

Appassionato di esport e sport, ha trovato in nabbi.it il luogo adatto per trattare i moltissimi titoli esport che segue.