LoL MOBA

Un team di Wild Rift è stato bannato per aver falsificato i documenti di un giocatore

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La scena competitiva di Wild Rift sta ancora muovendo i primi passi ma ci sono già giocatori ed organizzazioni pronti a tutto pur di assicurarsi la vittoria.

Il team filippino Amihan Esports, uno dei più vincenti nei primi tornei del MOBA di Riot Games, ha persino falsificato i documenti di un giocatore, ancora diciasettenne, pur di farlo partecipare al torneo. Come puoi immaginare, Riot Games non l’ha presa benissimo.

Bannato un team di Wild Rift: aveva falsificato i documenti di un giocatore

Ogni gioco muove i primi passi nella sua vita da “esport” con qualche inghippo e Wild Rift non fa eccezione. Nonostante sia gestito dalla casa di produzione forse più esperta nel settore, Riot Games, il MOBA per mobile ha appena conquistato l’attenzione dei media grazie ad una storia molto particolare.


Come puoi leggere nel post del blog dell’azienda americana, Amihan Esports, un team filippino di Wild Rift, ha subito la prima, pesante, penalizzazione dopo aver violato le regole del circuito competitivo del gioco. Ma cosa è successo esattamente?

Il quintetto asiatico è riuscito a conquistare il titolo di campioni del SEA Icon Series PH, il massimo torneo delle Filippine. Per farlo, però, ha schierato un giocatore ancora minorenne, Karl “AMI Karlll” Ken Bautista, spacciandolo per maggiorenne. Alla bugia è seguita una falsificazione dei documenti del ragazzo, ancora diciasettenne.

Chi pagherà per questa decisione scellerata? Un po’ tutti a dire il vero.

Amihan Esports sarà bannata da tutte le competizioni esport di tutti i titoli di Riot Games per 12 mesi. Karl “AMI Karlll” Ken Bautista, invece, dovrà stare fuori per nove mesi, distante da ogni titolo di Riot Games.

Anche manager e proprietario del team hanno subito delle belle batoste: il primo riceve un ban di 12 mesi da tutte le competizioni esport di tutti i titoli di Riot Games mentre il secondo è sospeso indefinitivamente da ogni tipo di competizione legata ai giochi Riot anche se potrà fare richiesta di “rientrare in gioco” dopo 2 anni.


Il caso di “Amihan Esports”servirà da esempio a tutte le organizzazioni che competono sotto il controllo di Riot Games. Non importa quanto piccolo sia l’esport, l’azienda americana mantiene il massimo rigore sempre e comunque.


Punizioni troppo severe o giusto così? Scrivicelo qui sotto con un commento!

Rimanendo in tema MOBA, sai già quando esce Pokémon UNITE?

Chi l'ha scritto?

Tommaso Ballarini

Appassionato di esport e sport, ha trovato in nabbi.it il luogo adatto per trattare i moltissimi titoli esport che segue.