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Tales of Arise: prime impressioni di un fan – Editoriale

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Tales of Arise è sul mercato da ieri, su tutte le piattaforme (eccetto Nintendo Switch), e dopo alcune ore di gioco è il momento di tirare le prime somme. Ovviamente non si giudica un libro dalla copertina, infatti quelle di oggi sono prime impressioni e per il giudizio finale aspetterò di finire il titolo di Bandai Namco in lungo e in largo.

Le mie impressioni su Tales of Arise sono indubbiamente condizionate dal mio aver amato alla follia il capitolo precedente, ossia Tales of Berseria (che è tutt’ora il mio gioco preferito). Prendi queste impressioni per quelle che sono quindi, ossia molto soggettive ma che, probabilmente, potrebbero rispecchiare le tue se hai apprezzato anche tu il precedente Tales of. Non indugiamo oltre e iniziamo!

Tales of Arise: un’evoluzione naturale di Berseria

Partiamo da una doverosa premessa, io non ho mai pienamente apprezzato alcun Tales of che non fosse Berseria. Questione di gusti, me ne rendo contro, ma ho sempre trovato il combat system dei precedenti capitoli molto legnoso e fiacco. Non dava particolare gusto giocarli, ed era un problema. Nei JRPG si combatte di continuo per livellare, quindi se non si ha un feeling piacevole con il sistema di combattimento non ci si gode il gioco. Inutile dire che sia con Berseria che, soprattutto, con Tales of Arise è stato l’opposto.


Berseria era ancora legnosetto, molto button mashing sotto un livello di difficoltà elevato (soprattutto se basso o minimo), ma presentava già grossi passi avanti. Feeling e reattività erano nettamente migliorati, complice un input lag che su PC era praticamente azzerato. Un combat system quindi migliorabile ma, allo stesso tempo, migliorato rispetto ai precedenti (con la meravigliosa storia come cuore pulsante del titolo).

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Fonte (Bandai Namco)

Tales of Arise prende tutto quello che c’era da migliorare e lo migliora di netto, punto dopo punto. La legnosità rimasta che si percepiva in Berseria è scomparsa, così come la “monotonia” del button mashing sotto un certo livello di difficoltà. Certo, giocarlo a Facile o a Normale resta una bazzecola, ma già dai livelli di difficoltà successivi si percepisce qualcosa di diverso.

Merito anche di alcune scelte di Game Design molto acute, come un maggior peso ai moltiplicatori legati al tempo impiegato nel vincere uno scontro, una gestione migliorata del party e soprattutto il ridurre l’efficacia delle abilità se usate troppe volte di fila. In poche parole, spammare la stessa abilità farà sempre meno danno fino a farne la metà, mentre variegare le combo di contro aumenta l’efficacia sia dei danni che del farming. Non geniale, intendiamoci, ma appunto acuta come scelta.

Una storia che si presenta nel giusto modo

Ci sono tante cose di Tales of Arise delle quali ancora non posso parlare con cognizione di causa, su tutte progressione e bilanciamento delle abilità, motivo per il quale le ho escluse dal discorso. Rimanendo nell’ambito delle prime impressioni, però, resta un aspetto da trattare ed è la trama (senza spoiler, non preoccuparti).

La narrativa di Tales of Arise si mostra subito una sorta sia di passo indietro e sia di passo avanti. Il protagonista principale non è più un anti eroe come lo era Velvet, la protagonista di Berseria. Si tratta di un eroe tormentato classico, però funzionale. Stavolta le ombre maggiori sembrano essere state riposte in altri personaggi (senza fare nomi), quindi lasciare il protagonista un pochino più puro di Velvet potrebbe esser motivato da ciò. A colpirmi di più però è stata Sihonne, ossia la ragazza coi capelli rosa che si vede in copertina per intenderci.


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Fonte (Bandai Namco)

Dalla opening animata di Tales of Arise, meravigliosa come quella di quasi tutti i Tales of, sembrava leggermente più macchiettizzata, invece già dalle primissime battute si dimostra una donna di grande carattere, pur mantenendo una certa eleganza. Così come sono apparsi ben caratterizzati, almeno per ora, tutti i primi comprimari e non.

In definitiva prime impressioni nettamente positive, però per le conclusioni finali ovviamente aspetterò di finirlo. Anche in quel caso, più che una recensione sarà come al solito una chiacchierata, da giocatore a giocatore!


Cosa ne pensi di Tales of Arise? Ci stai giocando anche tu? Dicci la tua con un commento! Puoi trovare il nostro precedente editoriale cliccando qui sotto!

Chi l'ha scritto?

Alessio Fuscà

Videogiocatore incallito da 17 anni, gioco al VGC di Pokémon dal 2017 e sono alla mia seconda qualificazione ai Mondiali di seguito. I videogiochi sono la mia passione e nella vita faccio il Game Designer come lavoro principale.