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Monster Hunter Stories 2 è meglio di Pokémon! – Editoriale

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Monster Hunter Stories 2, gioco spin-off della celebre serie di Capcom, è uscito da quasi 10 giorni e si sta confermando ora dopo ora un gran bel gioco. O meglio, è sicuramente un ottimo gioco ma è principalmente un gran bel monster collector, pieno di idee interessanti sia nel gameplay che nella progressione.

Una formula che supera in tutto e per tutto gli ultimi capitoli di Pokémon, sia in termini di profondità che in termini di qualità. Ecco i motivi per i quali Monster Hunter Stories 2, ad oggi, è nettamente migliore di Pokémon.

Monster Hunter Stories 2: focus totale su collezionismo e progressione

Quando pensiamo a Pokémon non ci viene in mente assolutamente nulla di innovativo, anzi il tipo di gameplay è invecchiato abbastanza se escludiamo il multiplayer. In competitivo è ovviamente molto più interessante, a prescindere che possa piacere o meno, ma è nell’esperienza di gioco in single player che fa acqua da anni. Troppo tedioso, troppo ripetitivo e sempre più lineare.


Monster Hunter Stories 2, di contro, offre un’esperienza di gioco più immersiva, riducendo le componenti online al minimo (per ora esiste solo una co-op limitata ad alcune missioni). Capcom con questo sequel del precedente Stories, che uscì su 3DS e su mobile, ha espanso tutti i concept del primo capitolo, aggiungendo nuove meccaniche e nuove feature. In aggiunta a tutto ciò, sono state implementate anche alcune piccole chicche che sono come olio per gli ingranaggi del gioco, rendendolo più godibile e intrigante.

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Aree non zeppe di mostri magari, ma esteticamente molto belle! – Fonte (Capcom)

Come funzionano i combattimenti in Monster Hunter Stories 2?

Monster Hunter Stories si basa sin dal primo capitolo su una meccanica di combattimento sasso carta forbice. Ogni mostro attacca di natura principalmente con uno stile tra Potenza, Velocità e Tecnica. Velocità batte Potenza, Tecnica batte Velocità e Potenza batte Tecnica. Se sei abbastanza bravo, puoi intuire lo stile di attacco dal tipo di mostro. Una creatura piccola e snella probabilmente predilige la velocità, mentre un bestione grande 7 volte noi si baserà magari sulla potenza. Quando due avversari si bersagliano a vicenda, parte un testa a testa e chi ha lo stile avvantaggiato farà molti danni, prendendone meno. In caso di stile corrispondente, quindi Potenza contro Potenza per esempio, nessun bonus o malus.

Questo era il punto di partenza del primo capitolo, ma in Monster Hunter Stories 2 il tutto viene approfondito notevolmente. Ora l’efficacia degli attacchi è determinata anche dal tipo di arma che si usa, oltre che da debolezze o resistenze elementali in caso si usassero attacchi elementali. Si può anche montare in sella ai propri mostri per fare attacchi più potenti e anche attacchi speciali, chiamati Attacchi Legame, che sono delle vere e proprie Ultimate. Ogni tanto, facendo attacchi dello stesso stile con il proprio mostro, potrebbero anche partire degli attacchi combinati che aumentano notevolmente i danni inflitti.

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E comunque le animazioni dei combattimenti sono molto più curate del solito! – Fonte (Capcom)

Una critica che si potrebbe fare è che, essendo un videogioco che si rivolge anche a un pubblico meno maturo, i combattimenti non sono difficili abbastanza da giustificare tutte queste opzioni e scelte. La verità è che hanno comunque senso, perché non esiste un solo modo di vincere. A seconda dei turni impiegati per portare a casa la vittoria, delle mosse effettuate per ottenerla e per altri fattori, si ottiene un rank da D a S per la prestazione. Più è alto il rango, più sono cospicue le ricompense ottenute a fine scontro, aumentando di conseguenza le possibilità di drop rari.

Quindi è l’ennesimo gioco dove si grinda all’infinito con combattimenti a turni per ottenere esperienza e materiali? Sì ma non proprio, perché Capcom ha pensato anche a questo. Qualora il proprio party fosse nettamente più forte dei mostri avversari, con la pressione di due tasti sarà possibile vincere in automatico lo scontro con rank S, in modo istantaneo. Per expare non è il massimo, perché funziona solo con mostri decisamente meno forti di noi, ma per farmare i materiali è davvero ottimo. Cos’è che però che rende così coinvolgente il gameplay? Vediamolo assieme.


Questione di Loop di gioco

Sai quali sono i giochi single player che ti fanno stare più ore attaccato allo schermo? Sono quelli che hanno al loro interno un ottimo Loop di gioco. Non sai cos’è un Loop? Te lo spiego al volo! Facciamo direttamente l’esempio di Monster Hunter Stories 2 per fare prima.

Lo scopo in Monster Hunter Stories 2 è, oltre al completamento della Storia principale, quello di collezionare tutti i mostri presenti nel gioco. Come? In questo caso non ci sono delle Poké Ball o simili, bisogna esplorare le tane di mostro, che vengono generate all’interno delle aree di gioco in modo semi casuale, prendere le uova dai nidi e farle schiudere una volta tornati “alla base”. Per esplorare al meglio le tane, soprattutto quelle con mostri più forti, bisogna farmare punti esperienza combattendo coi mostri nelle mappe. Sarà inoltre necessario esplorare molte tane se si vogliono trovare molte uova rare, oltre a quelle comuni, ma il processo di ricerca può essere accelerato con degli amuleti consumabili che aumentano le percentuali per un tempo limitato.

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Per non parlare delle missioni e le attività secondarie! – Fonte (Capcom)

Una volta ottenute le uova il prossimo passo è chiaramente quello di livellare il nuovo arrivato, quindi si torna nelle aree di gioco a combattere. E se si hanno abbastanza mostri per affrontare tutti i tipi di sfide? Ecco che entra in gioco il bingo dei geni. Si tratta di una meccanica peculiare di Monster Hunter Stories 2, che assegna a ogni mostro delle caratteristiche genetiche di vario tipo, mostrandole a schermo sotto forma di Tris. Se si mettono in linea geni dello stesso tipo o dello stesso colore, che cambia a seconda del loro elemento, se ne potenzia l’effetto.

Qui entrano in gioco i mostri in eccesso. Possiamo sostanzialmente sacrificarli in un rituale, chiamato Rituale Sciamanico, per prendere un loro gene e assegnarlo nel bingo di un altro mostro in nostro possesso. Un mostro ha il gene di un attacco di tipo fuoco che vogliamo usare su un nostro mostro presente nel party? Con il Rituale possiamo passarglielo! Se invece si assegna lo stesso potere presente nella stessa casella, lo si potenzia in effetto e danni, in caso si trattasse di una mossa speciale offensiva. Ecco quindi che raccogliere uova torna utile anche dopo aver costruito un team di mostri bilanciato ed efficiente, ma non finisce certo qui!

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Ci sono anche le tane d’oro! – Fonte (Capcom)

I mostri non sono utili solo in battaglia

In Monster Hunter Stories 2 le aree di gioco non sono eccessivamente vaste, del resto è un gioco che abbiamo visto girare a malapena su Nintendo Switch (anche se pare che in modalità portatile dia meno problemi, in quanto è stato applicato un cap agli fps). Mentre invece è decisamente molto più fluido e stabile su PC, quindi chiudendo la parentesi se hai un PC relativamente performante è consigliabile prenderlo su Steam!

Tornando alle aree, non sempre saranno esplorabili nella loro interezza a piedi o cavalcando mostri qualsiasi. Serviranno creature con abilità specifiche, per magari attraversare dei piccoli burroni o nuotare da una riva all’altra di un fiume. Una sorta di via di mezzo, usando come riferimento Pokémon, tra le MN della serie principale e le meccaniche di Pokémon Rangers, dato che le abilità dei mostri non serviranno solo a esplorare ma anche a interagire con i mostri delle aree, come per esempio facendo ruggire un nostro compagno per far scappare i mostri davanti a noi.

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In sella! – Fonte (Capcom)

La scelta dei mostri da portare al nostro fianco in Monster Hunter Stories 2 non è quindi solo basabile sul combattimento, bensì anche sull’esplorazione e il tipo di interazione desiderata nella aree. Alcuni mostri sono persino semplicemente più veloci di altri, che pare una fesseria ma quando si esplorano aree più ampie non lo è affatto. Non sono trattati come elementi di gioco, sono vere e proprie creature con caratteristiche fisiche e biologiche oltre che statistiche.

Pokémon non regge il confronto, a meno che Legends…

Ora come ora, in un confronto diretto con Monster Hunter Stories 2, Pokémon esce con le ossa più che rotte. Tolto il lato multiplayer, sicuramente valido, la parte single player è anni luce indietro. Serve rinnovamento per il single player, servono idee nuove e maggiore immersività, oltre che uno stacco netto dagli ultimi capitoli che non hanno il minimo mordente a livello di meccaniche nella Storia principale. Spada e Scudo senza componente multiplayer sarebbero giochi da 4.5, alla stregua di un Balan Wonderworld se non peggio.

Pokémon Legends potrebbe essere quello che cerchiamo, con un’ambientazione più “selvaggia” e apparentemente più immersiva. Certo, che sia un capolavoro imminente ci credo molto poco anche io, ma se si giocano bene le loro carte possono tirare su qualcosa di davvero interessante. Dipende da Gamefreak, ma ora di certo hanno un po’ di pressione in più addosso. Dopo due abbondanti decenni senza dei veri e propri concorrenti, Monster Hunter Stories 2 non solo gli fa concorrenza ma li sbaraglia sotto quasi tutti i punti di vista (e se tirano fuori una modalità multiplayer bilanciata per il pvp, saranno dolori). Onore a Monster Hunter Stories 2, dopo 25 anni Pokémon ha perso.


Oggi abbiamo detto tante cose, ma fidati se ti dico che di molte altre non ne ho parlato sennò diventava una tesi di laurea! Spero che l’editoriale ti abbia soddisfatto, trovi quello precedente cliccando qui sotto! Se ti va, dicci la tua con un commento!

Chi l'ha scritto?

Alessio Fuscà

Videogiocatore incallito da 17 anni, gioco al VGC di Pokémon dal 2017 e sono alla mia seconda qualificazione ai Mondiali di seguito. I videogiochi sono la mia passione e nella vita faccio il Game Designer come lavoro principale.