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Demon’s Souls: nuovo fuori, vecchio dentro

demon's souls remake glitch 1

Sin da quando la Playstation 5 è stata svelata al pubblico, assieme alla line-up, Demon’s Souls è stato il primo gioco che avevo intenzione di giocare. Sono tutt’ora dell’idea che Dark Souls sia il miglior gioco dell’era Ps3/Xbox 360, e l’idea di recuperare il suo predecessore mi entusiasmava!

Con Playstation 5 potevo farlo in grande stile, dato che Demon’s Souls remake è una delle esperienze visivamente più impattanti, secondo me, degli ultimi anni. Forse solo Ghost of Tsushima è riuscito, recentemente, a dare un simile impatto estetico e grafico su console.

Sono passati diversi giorni dall’uscita di console e gioco qui da noi in Italia, e ho sviscerato ogni singolo aspetto, sia tecnico che di gameplay, del primo Soulslike della Storia. Tra i frutti della mia analisi, inoltre, c’è anche una guida utilissima sul farming delle erbe. Il link è in calce all’articolo, quindi puoi recuperarla facilmente tra poco!


Per ora concentriamoci sul gioco in sé. Come da titolo, ritengo che sia un gioco che, pur sembrando nuovo di zecca (grazie all’ottimo lavoro di Bluepoint Games), sa di vecchio. Ecco cosa intendo.

Demon’s Souls: un esperimento del 2009 portato nel 2020

L’originale Demon’s Souls è uscito in Giappone e Nord America nel 2009, con una release in Europa datata Giugno 2010. All’epoca, inutile dirlo, non fu un gioco preso in considerazione da molti. Non si avvicinò nemmeno da lontano ai livelli di popolarità che raggiunse Dark Souls successivamente.

A limitarne l’espansione mediatica furono tre fattori. Il primo era esclusiva Playstation 3, quindi non fu accessibile allo stesso numero di giocatori di Dark Souls (multipiattaforma). Il secondo era l’essere stato spinto poco con la pubblicità, a differenza di quanto fu fatto con Bloodborne ad esempio.

Demon's Souls ps3
Questo è il Nexus nel Demon’s Souls originale, c’avevi giocato?

Il terzo, e più importante, è che si trattava di un gioco ancora grezzo. Era un esperimento di fusione tra due concept di gioco, ossia i combattimenti di Monster Hunter con la non sequenzialità dei livelli di Mega Man.

Fromsoftware stessa, casa di sviluppo del gioco originale, non aveva esperienza pregressa con questo genere neonato. Mentre fu proprio l’esperienza fatta con Demon’s Souls che permise di sfornare un capolavoro come Dark Souls.


Dark Souls
Nella vita poche cose sono sicure, una di queste è Fromsoftware che mette una Viverna sputafuoco nei ponti! (Dark Souls)

Tutta questa premessa è necessaria per rendere chiaro un concetto chiave, ossia che era perfettamente normale che Demon’s fosse un gioco pieno di cose da limare. Il problema principale di questo remake, infatti, è che non è stato cambiato niente del gioco originale.

Più che di un remake potremmo parlare di un vero e proprio graphic override, ossia un cambiamento solo ed esclusivamente grafico. Bilanciamento, statistiche, aree di gioco e nemici sono rimasti praticamente invariati. Soprattutto nel bilanciamento, e soprattutto nel level design, è dove questo gioco realmente inciampa.

Demon’s Souls remake è un’occasione sprecata

Quando prima ho parlato di Graphic Override, e non di classico Remake, è perché di solito nei Remake si tende anche a cambiare qualcosa. Il primo esempio che mi viene in mente, in tal senso, è quello di Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha. Giochi che non si limitavano solo a una veste grafica nuova per Rubino e Zaffiro, ma che cambiavano anche molte cose.

In Demon’s Souls non era necessario stravolgere le carte in tavola, ma si poteva puntare a un ribilanciamento più oculato, più curato. Alcune acute introduzioni dei soulslike successivi, come l’ottenimento di armi potenti in ogni singola area, è assente ad esempio. Così come è assente la possibilità di effettuare checkpoint intermedi.

Demon's Souls
Una delle tante immagini di comparative sul web tra il prima e il dopo. Pazzesca la differenza eh? – Fonte (ElAnalistaDeBits, Youtube)

Le arcipietre, antenate dei falò, sono infatti pochissime. Esplorando ho più volte individuato dei posti dove la Fromsoftware di oggi, ne sono sicuro, avrebbe per certo messo un falò. Avrebbe snaturato il level design originale? Si, lo avrebbe migliorato? Assolutamente si!

Fortunatamente già ai tempi Fromsoftware ideò degli shortcut, alcuni anche ben pensati. Il punto è che anche in Dark Souls troviamo degli shortcut, ma questo non ha precluso l’inserimento di checkpoint intermedi. Immaginate un’Anor Londo che, come unico falò, ha quello affianco alla Guardiana del Fuoco, magari con una piccola parte esplorativa in meno. Otterrete un’area media di Demon’s Souls.

Demon's Souls Guida Erbe
E l’unica cosa da fare per uscirne vivi è grindare, old school gdr

Queste cose, unite ad altre forzature sparse sia di Level che di Game Design, certificano come questo remake sia un’occasione buttata. Personalmente io avrei ammodernato Demon’s Souls anche in questi dettagli, non solo nella grafica.

Secondo me, un Demon’s Souls che sfrutta le lezioni apprese in questi anni, sia dai successi che dai fallimenti di tutti i Soulslike, avrebbe rotto il mercato. Sarebbe diventata LA killer app di Playstation 5, e tutti ne parlerebbero ora come un capolavoro.

Il motivo per il quale, invece, non se ne sente molto parlare è che di nuovo, questo gioco, ha solo la grafica. Ed esattamente come il vecchio Demon’s Souls non riuscì a far breccia nel cuore della maggior parte dei giocatori, non ci riesce nemmeno questo. Un gioco che può piacere solo a noi amanti assoluti dei Soulslike, ed è un grosso peccato.


Puoi recuperare la guida al farming delle erbe cliccando qui. Non dimenticare di dare un’occhiata, qualora tu non lo abbia già fatto, anche alle nostre altre Guide per Nabbi!

Che ne pensi di Demon’s Souls? Dicci la tua con un commento!

Chi l'ha scritto?

Alessio Fuscà

Videogiocatore incallito da 17 anni, gioco al VGC di Pokémon dal 2017 e sono alla mia seconda qualificazione ai Mondiali di seguito. I videogiochi sono la mia passione e nella vita faccio il Game Designer come lavoro principale.