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Bonanomi, Global Exhibition e il giornalismo disinformato

pokemon global exhibition bonanomi copertina

Leonardo Bonanomi ha vinto la Pokémon Global Exhibition, torneo invitational ufficiale organizzato da The Pokémon Company che includeva i migliori giocatori di quest’annata, basandosi sui piazzamenti delle Pokémon Players Cup. Un evento celebrativo di questa season competitiva passata nelle proprie case, per via ovviamente della pandemia da Covid-19.

Per quanto non sia il focus del discorso, ci tengo a rinnovare il GG a Leo perché è stata una vittoria assolutamente meritata, e da suo amico mi ha fatto doppiamente piacere. Arriviamo quindi a quello che è il discorso di oggi, ossia la totale mancanza di informazione tra la stampa italiana, se non addirittura coscienza, da parte della stampa Italiana su cosa è successo realmente, oltre che probabilmente sul VGC in generale.

Bonanomi ha vinto la Global Exhibition, non il Mondiale

Come detto, la Pokémon Global Exhibition era un’esibizione a invito, basata sui risultati delle ultime competizioni ufficiali. Tutt’altra cosa rispetto a un Mondiale effettivo, perché tendenzialmente nei Mondiali ci si qualifica attraverso risultati insindacabili, dopodiché chi tra i partecipanti riesce a vincere si laurea effettivamente campione del mondo.


Nonostante questo, diverse testate italiane, anche completamente slegate al mondo dei videogiochi o anche solo di Pokémon, hanno fatto un articolo riguardo questo avvenimento. Ci può stare, anche i muri si accorgerebbero che ora il VGC Pokémon sta prendendo piede fortemente in Italia, non è un caso che un anno fa la Gamestop Cup includeva FIFA e Pokémon quasi alla pari, escludendo tanti altri giochi sulla carta molto popolari come Fortnite o Call of Duty.

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D’altronde il 2021 è un po’ l’anno del nostro tricolore, la Pokémon Global Exhibition è solo uno dei tanti primi posti in competizioni agonistiche, e non, che l’Italia ha collezionato nel corso di quest anno (su tutti Euro 2020 e l’Eurovision Song Contest 2021). Potremmo dire che parlarne sia stato anche per motivi patriottici, e fin qui ci tengo a ribadire la legittimità del tutto. Il problema sorge quando si dicono cose “imprecise”, per usare un eufemismo.

Trovo infatti molto ingenuo leggere “Global” e pensare che automaticamente il vincitore sia il migliore al mondo, dato che di Global questa esibizione aveva solo la grande varietà degli invitati. E, per l’amor del cielo, che non venga interpretato come uno sminuire Leo, che tra l’altro ritengo davvero uno dei migliori al mondo se non il migliore sotto alcuni aspetti. Parliamo di un giocatore di livello assoluto, che se vincesse davvero un Mondiale nessuno nel circuito penserebbe “chi lo avrebbe mai detto”. Esattamente come altri giocatori del nostro paese.

La mia domanda più che altro è: costava tanto chiedere? Informarsi? Avere una maggiore cognizione del contesto e del torneo di cui si sta scrivendo? Non dico fare un’analisi tecnica del team che ha usato o della finale, ci mancherebbe altro, però sapere che quella competizione non era un Mondiale potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Così si finisce per disinformare, anche se ovviamente senza la minima malizia, chi legge, soprattutto se a fare post o articoli al riguardo sono testate molto note. Lo dico anche perché, e penso che molti miei colleghi abbiano avuto un’esperienza analoga, è non a caso da ieri che amici e parenti mi chiedono “ma è amico tuo il nuovo campione del mondo di Pokémon? Lo conosci?”.

Bonanomi Global Exhibition team
Se ti andasse di provare il suo team, ecco a te! – Fonte (Twitter @ilbonavgc)

Ma il peggio lo ha tirato fuori chi ha letto

Questo malinteso su Bonanomi e la Pokémon Global Exhibition non è però il reale problema, non a livello “sociale” almeno. Oramai mi chiedo quanti anni dovranno passare, ancora, prima che a noi videogiocatori competitivi venga riconosciuta un minimo di dignità? La domanda nasce legittima, soprattutto considerando che molti commenti sotto gli articoli e i post sulla vicenda erano a dir poco bigotti.


Roba del tipo “pensasse a lavorare e non ai Pokémon” o “saranno contenti i parenti, bella roba” o anche “un altro cervello buttato per i videogiochi”. Come se videogiocare fosse lobotomizzante e vedersi il Grande Fratello fosse nettare per il proprio cervello, del resto. D’altronde prima era la televisione il problema, poi i cartoni animati, ora sono i videogiochi. Forse se un giorno si inventerà una nuova forma di intrattenimento, forse, diventeremo normali pure noi, a discapito delle povere anime che ne usufruiranno. Magari, quando noi ragazzotti di belle speranze saremo più vecchi, evitiamo di ricadere nello stesso errore, o anche i nostri figli avranno lo stesso trattamento.

Guida per nabbi VGC Pokemon series 5
Non dico il vedere queste cose in TV, ma almeno venir trattati con rispetto sì – Fonte (Gamefreak)

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Chi l'ha scritto?

Alessio Fuscà

Videogiocatore incallito da 17 anni, gioco al VGC di Pokémon dal 2017 e sono alla mia seconda qualificazione ai Mondiali di seguito. I videogiochi sono la mia passione e nella vita faccio il Game Designer come lavoro principale.